
Accessibilità dei siti web: cosa cambia nel 2025
L’accessibilità nel web è un tema sempre più centrale per garantire l’inclusione digitale di tutte le persone, indipendentemente dalle loro abilità fisiche o cognitive. Nel 2025, le normative e gli standard sull’accessibilità dei siti web si sono evoluti per rispondere alle nuove sfide tecnologiche e sociali. Questo articolo esplora le principali regole e linee guida che entreranno in vigore quest’anno e il loro impatto sullo sviluppo web.
La normativa in Italia: la Legge Stanca
In Italia, la normativa di riferimento in materia di accessibilità dei servizi informatici e digitali è la Legge Stanca (Legge 9 gennaio 2004, n. 4). Il suo obiettivo principale è garantire che siti web, applicazioni e strumenti digitali della Pubblica Amministrazione e di soggetti privati di rilevanza pubblica siano accessibili a tutte le persone, incluse quelle che hanno difficoltà visive, motorie, uditive o cognitive.
La legge Stanca è stata aggiornata ed integrata negli anni da diverse direttive sull’accessibilità dei siti web di di soggetti pubblici e privati. Nel 2022 un decreto legislativo ha recepito la Direttiva UE 2019/882, meglio nota come European Accessibility Act, che si inserisce nel quadro delle azioni dell’Unione europea volte a rendere la società maggiormente inclusiva.
Cos’è l‘European Accessibility Act
L’European Accessibility Act (EAA), introdotto dall’Unione Europea nel 2019, è una direttiva che mira a migliorare l’accessibilità di prodotti e servizi per le persone con disabilità. La direttiva riguarda anche l’accessibilità dei siti web e delle applicazioni digitali dei soggetti privati. Entro il 28 giugno 2025, gli Stati membri dell’UE dovranno adeguarsi ai requisiti stabiliti dalla direttiva, garantendo che i servizi digitali siano fruibili da tutte le persone, indipendentemente dalle loro capacità fisiche o cognitive.
Secondo la normativa, un sito web accessibile dovrà:
- avere un design inclusivo fin dalla progettazione (approccio “accessibility by design”).
- garantire compatibilità con tecnologie assistive, come screen reader e input vocali.
Chi deve adeguarsi alla nuova normativa
La novità principale introdotta dall’EAA è che le regole in materia di accessibilità che già riguardavano le pubbliche amministrazione, si applicheranno anche a diversi servizi digitali privati:
- Siti web e app di enti pubblici e aziende private che offrono servizi essenziali (ad esempio servizi finanziari, trasporti, telecomunicazioni, servizi audiovisivi, ecc.);
- Piattaforme di e-commerce;
- Biglietterie elettroniche;
- Librerie digitali e servizi di e-book.
La normativa riguarda le aziende che hanno almeno 10 dipendenti o un fatturato annuo o bilancio superiore a 2 milioni di euro. Le cosiddette microimprese (quelle con meno di 10 dipendenti e fatturato inferiore a 2 milioni di euro) sono escluse dall’obbligo di conformità. Sono escluse anche le aziende che documentano un “onere sproporzionato”, ovvero un costo di adeguamento anti-economico per l’azienda, su presentazione di un’apposita documentazione.
Vantaggi dell’accessibilità dei siti web
Rendere il proprio sito il più possibile accessibile è comunque consigliabile anche al di fuori degli obblighi di legge. Un sito web accessibile presenta infatti diversi vantaggi:
- permette ad un pubblico più ampio di navigare e interagire con il sito senza barriere, raggiungendo un numero maggiore di utenti (si calcola che un sito web accessibile migliori l’esperienza di navigazione di una persona su cinque).
- migliora la SEO, favorendo l’indicizzazione sui motori di ricerca. Testi alternativi, strutture chiare e una migliore esperienza utente favoriscono un posizionamento più alto su Google.
- funzionalità come una navigazione chiara, testi leggibili e contenuti ben strutturati migliorano l’esperienza per tutte le persone, non solo per chi ha disabilità. Un design accessibile semplifica l’utilizzo anche in situazioni difficili (ad esempio, in ambienti rumorosi o con scarsa connessione).
Obiettivi principali dell’European Accessibility Act
L’obiettivo dell’EAA è creare un mercato unico accessibile, eliminando le barriere digitali e migliorando l’inclusione sociale. Le principali finalità della direttiva includono:
- promuovere un accesso equo ai servizi digitali per le persone con disabilità;
- uniformare le pratiche e le normative in materia di accessibilità tra i Paesi UE;
- stimolare l’innovazione e la competitività nel settore digitale;
- stabilire standard comuni per aziende ed enti pubblici.
Quali sono i requisiti per l’accessibilità dei siti web?
Per garantire la conformità con l’EAA, i siti web dovranno rispettare i criteri stabiliti dalle Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.1, che si basano su quattro principi fondamentali:
- Percezione: i contenuti devono essere facilmente percepibili da tutte le persone, incluse quelle con disabilità visive o uditive (es. testi alternativi per immagini, sottotitoli per video, contrasto adeguato dei colori);
- Operabilità: la navigazione deve essere possibile attraverso tastiera e strumenti assistivi, senza barriere che impediscano l’interazione con i contenuti;
- Comprensibilità: i testi e le istruzioni devono essere chiari e leggibili, evitando linguaggi complessi;
- Robustezza: il sito deve essere compatibile con tecnologie assistive e futuri aggiornamenti tecnologici.
Come adeguarsi alla nuova normativa
Come fare quindi ad adeguare il sito web alla normativa?
Bisogna prima di tutto effettuare un’analisi iniziale. Ci si può servire di strumenti automatici per testare l’accessibilità del sito web, come ad esempio WAVE o AXE, oppure rivolgersi ad associazioni o professionist3 espert3 del settore. Una volta identificate le criticità, potrebbe essere necessario effettuare alcune correzioni, come ad esempio:
- migliorare il contrasto dei colori,
- utilizzare testi alternativi per immagini e video,
- creare una navigazione semplificata per persone con disabilità cognitive o motorie,
- assicurarsi che il codice utilizzato sia compatibile con software di lettura dello schermo.
Le piattaforme e CMS per lo sviluppo di siti web hanno fatto tanti progressi negli ultimi anni in termini di accessibilità. Un CMS come WordPress, ad esempio, dispone di diversi temi e plugin per migliorare l’accessibilità dei siti web.
Sanzioni e conseguenze per la mancata conformità
Gli Stati membri sono responsabili dell’applicazione della direttiva e dovranno stabilire sanzioni per le aziende che non si adegueranno alle normative. Le conseguenze potrebbero includere multe, richieste di adeguamento forzato e danni alla reputazione aziendale.
Riepilogo
Nel 2025, l’accessibilità web non è più solo una raccomandazione ma un requisito legale e tecnologico. L’European Accessibility Act rappresenta un importante passo avanti per l’inclusione digitale in Europa. Le aziende e le organizzazioni devono prepararsi per conformarsi alle nuove normative, adottando soluzioni accessibili e migliorando l’esperienza utente per tutte le persone. Investire nell’accessibilità non solo aiuta a rispettare le normative, ma amplia anche il pubblico di riferimento e migliora l’immagine del brand nel mercato digitale.
